Calamari ripieni

Introduzione e contesto

Qui il calamaro fa la differenza...
Se è troppo fresco può risultare sorprendentemente duro.
Meglio che sia stato abbattuto oppure lasciato riposare qualche giorno.

AutorePierre Piccotti
CategoriaSecondi
GeografiaItalia - Puglia
FonteNicola Fusco

Ingredienti

IngredienteQuantitàUnitàNote
Calamari10n
Uova10n
Prezzemoloqb
Pecorino romano150gBronzetto
Aglio1n
Pomodoro
Olio extra verdine d'oliva
Sale
Pepe

Preparazione

  1. Io preparo per prima cosa il ripieno.
    Cuocio molto lentamente in padella, con poco olio, le uova sbattute con pecorino, sale, pepe e prezzemolo.

    Qui bisogna fare attenzione: non deve diventare una frittata.
    Devono restare morbide, quasi cremose.

    Per riuscirci tengo il fuoco basso e interrompo spesso la cottura, spostando la padella dal calore per non far salire troppo la temperatura.
    Quando sono appena rapprese le tolgo e le lascio raffreddare un poco, in modo che non continuino a solidificare.

  2. Riempio i calamari con questo composto, senza forzarli troppo, e li richiudo con la testa. Li cucio con ago e filo bianco.

  3. In una padella faccio profumare l’aglio in poco olio e poi lo tolgo. 
    Metto i calamari e li faccio rosolare con calma, girandoli, finché prendono colore.

  4. Quando hanno già perso parte della loro acqua e questa si è in parte consumata, aggiungo il pomodoro.
    Preferisco una soluzione più fresca e meno cotta della ricetta originaria: pomodoro appena scottato o una salsa molto leggera, aggiunta solo in questa fase

  5. Completo la cottura senza allungarla troppo.
    Il punto giusto è quando il calamaro resta morbido e il sugo accompagna senza coprire il ripieno.

Note e osservazioni

  • Le uova del ripieno sono il punto più delicato.
    Se diventano una frittata, il piatto si appesantisce subito. Devono restare morbide, quasi una crema.
  • La cottura dei calamari è sempre un equilibrio.
    Poco cotti sono teneri. 
    Se si insiste un po’ diventano duri. 
    Solo con una cottura lunga tornano morbidi.
    Qui conviene stare nella prima zona: cottura controllata, senza prolungarla troppo.  

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