Bagna cauda

Introduzione e contesto

Questa ricetta tradizionale piemontese è nella versione tramandata da mia mamma. Per fissarla nel tempo ha pensato di scriverla e disegnarla su una piastrella bianca di ceramica, poi cotta in forno. È ancora oggi appesa in casa mia.

È una bagna cauda equilibrata, non aggressiva: l’aglio è lavorato con cura e resta presente ma non dominante.

AutorePierre Piccotti
CategoriaSecondi
GeografiaItalia - Piemonte
FonteJacqueline Gibert

Ingredienti

IngredienteQuantitàUnitàNote
Aglio6teste
Alici salate8
Olio extravergine d'oliva1/4l
Panna2cucchiai
Cardo bianco gobbo
Topinambur
Peperoni sotto mosto
Sedano
Carciofi
Rape
Finocchi
Ravanelli
Cavolfiore
Carote

Preparazione

  1. Prendo le teste d’aglio, pelo gli spicchi e tolgo il germe interno.

  2. Metto gli spicchi a bollire in un pentolino di latte. Quando sono appena teneri, butto il latte e passo l’aglio al mortaio, quindi lo lavoro con circa 1/4 di litro di olio.

  3. Preparo le verdure: le pulisco, le taglio a pezzi e le tengo in acqua acidulata per evitare l’ossidazione.

  4. Circa mezz’ora prima del pasto metto sul fuoco molto dolce l’olio con l’aglio; quando è ben caldo (senza farlo friggere) aggiungo le alici salate, disliscate e lavate, che ho fatto sciogliere molto dolcemente in poco olio.

  5. Quando il tutto è ben amalgamato, posso aggiungere, se voglio, qualche cucchiaio di panna fresca (ma è un'eresia). Mescolo ancora per legare.
    Porto in tavola sul fornelletto e accompagno con pane rustico e le verdure.

  6. Vino: esclusivamente Barbera nera giovane.

Note e osservazioni

Qui contano molto anche le verdure. Il cardo bianco gobbo è unico: tenero, quasi senza fibra, leggermente amaro ma pulito. Si ottiene forzando la pianta a crescere al buio, piegata e coperta di terra, in modo che perda la clorofilla e diventi più delicata. È un prodotto profondamente piemontese, difficile da sostituire.

Anche i peperoni sotto mosto hanno un ruolo importante: danno acidità e una nota aromatica che alleggerisce la bagna. Sono peperoni conservati nel mosto d’uva, con una fermentazione leggera che li rende più complessi e meno aggressivi dell’aceto.

Licenza Creative Commons BY-NC-SA
QR ricetta