Patate

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Patate
Immagine: Spiritia · CC BY-SA 4.0

Pianta erbacea (Solanum tuberosum), originaria delle regioni andine e largamente coltivata; produce tuberi sotterranei ricchi di amido che costituiscono la parte commestibile.

Fonte: Treccani, Vocabolario on line

Eccellenze e territori

Patata dell'Alto Viterbese IGPIGP

MASAF

Patata IGP dell’area vulcanica dell’Alto Viterbese, tra lago di Bolsena, Umbria e Toscana.

Tubero maturo ovale/ovale-allungato, buccia gialla liscia e polpa gialla; calibro 40–75 mm per il fresco e parte edibile almeno 97%.

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Territorio attestato. Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno, in provincia di Viterbo.

Area disciplinata. Area più settentrionale del Lazio, nel complesso vulcanico vulsino e sotto l’influenza microclimatica del lago di Bolsena.

Caratteristiche. Tuberi maturi di Solanum tuberosum ottenuti da varietà ammesse dal catalogo comune; il disciplinare definisce caratteristiche fisiche, chimiche e tolleranze qualitative.

Lavorazione. Semina tra 15 febbraio e 15 maggio da tuberi-seme certificati; rotazione obbligatoria, irrigazione regolata, raccolta tra 15 giugno e 30 settembre; previste regole specifiche per conservazione e IV gamma.

Legame con il territorio. Suoli vulcanici ricchi di potassio e microclima mitigato dal lago di Bolsena incidono su gusto, odore e soprattutto sul colore giallo intenso della polpa.

Fonte. MASAF

Dal disciplinare: “La denominazione "Patata dell'Alto Viterbese" designa i tuberi maturi della specie Solanum tuberosum della famiglia della Solanacee, ottenuti con tuberi semi di varietà di patat e iscritte nel catalogo comune delle varietà di piante agricole, coltivate nell’area delimitata di cui all’art. 3, che presenta all’atto dell’immissione al consumo le seguenti caratteristiche: Fisiche: - forma: ovale od ovale allungata regolare parte edibile: non inferiore al 97 % Per il prodotto destinato alla IV gamma non sono previsti limiti di forma e di calibratura. In ciascuna confezione destinata al mercato sono ammesse, inoltre, le seguenti tolleranze di qualità: - difetti esterni dei tuberi:  immaturi, non interi, avvizziti e deformati: 1% in peso”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteDOPIGP

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Patata Novella di Galatina DOPDOP

MASAF

Patata novella DOP del Salento leccese, coltivata soprattutto nelle tipiche terre rosse della fascia ionica.

Tubero Sieglinde lungo-ovale, buccia giallo intenso brillante e sottile, polpa giallognola, basso contenuto di amido e sostanza secca; residui di terra possono dare colore ruggine-cioccolato.

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Territorio attestato. Diciannove comuni della provincia di Lecce indicati dal disciplinare, da Galatina e Galatone fino alla fascia costiera ionica del basso Salento.

Area disciplinata. Area amministrativa dei comuni salentini elencati all’art. 3 del disciplinare DOP.

Caratteristiche. Tuberi di Solanum tuberosum var. Sieglinde, di media grandezza, non germinati e regolari; amido massimo 17% e sostanza secca massima 21%.

Lavorazione. Impianto tra 20 novembre e fine febbraio, rotazione obbligatoria, irrigazione limitata; raccolta dalla prima decade di marzo al 30 giugno. È vietato lavare i tuberi e la conservazione non può superare 30 giorni.

Legame con il territorio. Le terre rosse sabbiose, il clima mite ionico e la coltivazione precoce determinano precocità, basso contenuto di sostanza secca, buccia sottile e tipica colorazione ruggine dovuta ai residui terrosi.

Fonte. MASAF

Dal disciplinare: “La Denominazione di Origine Protetta “Patata novella di Galatina” designa esclusivamente i tuberi della specie Solanum tuberosum, var. Le caratteristiche del prodotto all’atto dell’immissione al consumo sono le seguenti: FISICHE - epidermide (corteccia o buccia), di colore giallo intenso, brillante anche per la presenza di residui terrosi derivanti dalla coltivazione nelle ter re rosse, assume un colore ruggine “cioccolato”. forma lungo – ovale, di media grandezza tuberi interi, non germinati, di forma regolare ed esenti da malformazioni, da sapori ed odori anomali”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteDOPIGP

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Patata Rossa di Colfiorito IGPIGP

MASAF

Altopiani dell’Appennino umbro-marchigiano, tra la parte orientale della provincia di Perugia e quella occidentale di Macerata, a quote non inferiori a 470 m.

Tubero dalla buccia rossa e polpa giallo-chiara, di forma lungo-ovale irregolare, compatto e apprezzato per la tenuta alla cottura.

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Territorio attestato. L’areale montano comprende parti dei comuni umbri di Foligno, Nocera Umbra, Valtopina e Sellano e dei comuni marchigiani di Serravalle di Chienti, Muccia, Pieve Torina, Sefro, Visso e Montecavallo, a un’altitudine pari o superiore a 470 m s.l.m.

Area disciplinata. Area montana dell’Appennino Umbro-Marchigiano delimitata dal disciplinare tra l’est della provincia di Perugia e l’ovest della provincia di Macerata, nei territori comunali specificati all’art. 3.

Caratteristiche. La Patata Rossa di Colfiorito presenta buccia di tipico colore rosso, polpa giallo-chiara, forma lungo-ovale e irregolare, occhi superficiali e facilmente asportabili. Il disciplinare fissa inoltre parametri minimi di calibro, durezza e contenuto di composti fenolici.

Lavorazione. Il disciplinare regola preparazione del terreno, semina tra il 1° marzo e il 30 giugno, rincalzatura e cure colturali. La raccolta, manuale o meccanica, avviene dal 1° agosto a novembre; la conservazione deve favorire essiccazione superficiale e cicatrizzazione, senza prodotti antigermoglianti.

Legame con il territorio. La specificità è ricondotta ai terreni silicei, ricchi di scheletro, leggermente acidi, sciolti e permeabili, al clima e all’altitudine degli altipiani. Queste condizioni contribuiscono alla forma irregolare, alla compattezza e alla durezza del tubero e alla sua tenuta alla cottura; il disciplinare documenta inoltre un radicato legame storico della coltura con Colfiorito.

Fonte. MASAF

Dal disciplinare: “La denominazione “Patata Rossa di Colfiorito” designa i tuberi maturi della specie Solanum tuberosum (Solanum tuberosum L. 2n=4x=48) della famiglia delle Sol anacee, coltivati a partire da varietà delle sementi di base catalogate nei registri varietali nazionali degli Stati Membri dell’Unione Europea con caratteristica buccia di colore rosso e polpa di colore giallo-chiaro. La tipicità e la riconoscibilità dei tuberi sono determinate dalle seguenti caratteristiche: interi, completamente abbucciati, privi di macchie privi di odore e/o sapore estranei alle sue normali caratteristiche”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteDOPIGP

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Ricette