Lenticchie

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Lenticchie
Immagine: Bean appreciator · CC0 1.0 Universal

Pianta annua leguminosa (Lens culinaris) coltivata per i semi commestibili, appiattiti e di colore variabile, apprezzati per il sapore e l’elevato valore nutritivo.

Fonte: Treccani, Vocabolario on line

Eccellenze e territori

Lenticchia di Altamura IGPIGP

Regione Puglia / MASAF

Lenticchia IGP della Murgia barese e materana e della confinante Fossa Pre-Murgiana.

Semi secchi Lens esculenta delle varietà Laird ed Eston, tondi e piatti, verdi o bruni, dal gusto relativamente dolce con note erbacee e aromatiche.

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Territorio attestato. Area della Murgia Barese e Materana e Fossa Pre-Murgiana, tra circa 300 e 600 m di quota, comprendente parte del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Area disciplinata. Comuni e particelle ricadenti nell’area delimitata tra Puglia e Basilicata secondo il disciplinare IGP.

Caratteristiche. Semi secchi di Lens esculenta Moench, varietà Laird ed Eston, di dimensione indicativamente 3–7 mm secondo la varietà.

Lavorazione. Semina da novembre a marzo; rotazioni che escludono la successione con altre leguminose; coltivazione, raccolta e condizionamento secondo le prescrizioni del disciplinare.

Legame con il territorio. La lunga esperienza colturale nella Murgia, l’adattamento a suolo e clima e la continuità intergenerazionale del sapere agricolo sostengono reputazione e specificità del prodotto.

Fonte. Regione Puglia / MASAF

Dal disciplinare: “All’atto dell’immissione al consumo la “Lenticchia di Altamura” deve presentare le seguenti caratteristiche: Forma: tonda e appiattita Colore: diverse gradazioni del verde e del marrone La granella secca non deve presentare alterazioni di colore e di aspetto esteriore tali da comprometterne le caratteristiche, con una tolleranza complessiva massima del 1,5% di: prodotto spaccato, macchiato, tonchiato o alterato a livello di colorazione.”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteIGP

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Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP
Piani di Castelluccio durante la fioritura della lenticchia

Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGPIGP

MASAF

Lenticchia IGP coltivata sull’altopiano di Castelluccio, nel Parco nazionale dei Monti Sibillini.

Ecotipi locali con semi tondeggianti e appiattiti; pianta annuale eretta o semieretta, tradizionalmente adattata all’altopiano.

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Territorio attestato. Pian Grande e Pian Piccolo nel comune di Norcia e Pian Perduto nel comune di Castelsantangelo sul Nera, a circa 1.400 m di quota.

Area disciplinata. Altopiano di Castelluccio, circa 20 km², integralmente nel Parco nazionale dei Monti Sibillini.

Caratteristiche. Insieme di ecotipi locali di lenticchia; pianta alta 20–40 cm, con piccoli fiori bianchi sfumati di celeste e baccelli contenenti da uno a tre semi tondeggianti e appiattiti.

Lavorazione. Coltivazione degli ecotipi locali nell’altopiano secondo le pratiche disciplinate; raccolta e condizionamento devono preservare identità e tracciabilità del prodotto.

Legame con il territorio. L’isolamento e l’altitudine dell’altopiano, antico bacino lacustre, hanno favorito nel tempo la selezione e conservazione degli ecotipi locali e una forte identificazione territoriale.

Fonte. MASAF

Immagine: JacquiDebono · CC BY-SA 4.0

Dal disciplinare: “La denominazione "LENTICCHIA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA" è riservata all'insieme di ecotipi locali di lenticchia le cui caratteristiche morfologiche sono quelle di leguminosa annuale con altezza variabile da 20 a 40 cm., portamento eretto o semieretto, steli e rami glabri, fiori piccoli bianchi con sfumature celesti riuniti in infiorescenze ascellari”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteIGP

Territori collegati nell’Atlante. Pian Grande · Pian Perduto · Pian Piccolo

Lenticchia di Onano IGPIGP

MASAF

Alta Tuscia viterbese, nei comuni di Acquapendente, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano e San Lorenzo Nuovo.

Lenticchia dal seme appiattito, tegumento sottile e pasta fine e cremosa; non richiede ammollo e resta integra dopo la cottura.

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Territorio attestato. La denominazione è legata all’area vulcanica dell’Alta Tuscia attorno a Onano e al lago di Bolsena.

Area disciplinata. Intero territorio amministrativo di Acquapendente, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano e San Lorenzo Nuovo, in provincia di Viterbo.

Caratteristiche. Semi di 3-8 mm, marrone chiaro o verdastro con marmorizzazione variabile; tegumento liscio e sottile, elevato contenuto di ferro e buona tenuta in cottura.

Lavorazione. Semina tra gennaio e aprile; raccolta tra metà giugno e fine agosto, trebbiatura e doppia pulitura; conservazione protetta dal tonchio secondo il disciplinare.

Legame con il territorio. Terreni di origine vulcanica, microclima mitigato dal lago di Bolsena e tradizione storica della coltura concorrono alle qualità e alla reputazione della lenticchia.

Fonte. MASAF

Dal disciplinare: “La “Lenticchia di Onano” I.G.P. Per la produzione della “Lenticchia di Onano” è con sentito l’utilizzo anche di altre cultivar di lenticchia derivanti dalla ricerca varietale a condizione che ne sia dimostrata, attraverso prove sperimentali e documentali, la conformità del metodo di ottenimento e delle caratteristiche qualitative del frutto al p resente disciplinare di produzione. deve presentare le seguenti caratteristiche: Caratteristiche Fisiche: Forma: lenticolare appiattita Dimensione: diametro 3-8 mm Colore: marrone chiaro, verdastro variabile in intensità e grado di marmorizzazione (1 - 95%) sulla superficie Tegumento: liscio e sottile Peso medio per 100 semi: non inferiore a 4,50 grammi.”

dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foresteIGP

Territori collegati nell’Atlante. Onano